Cos’è
II naso è spesso oggetto di dubbi e di insoddisfazione, anche quando ha difetti di piccola entità. Oggi l’intervento di rinoplastica, cioè il rimodellamento chirurgico del naso, secondo una tecnica ormai consolidata, permette di raggiungere ottimi risultati con un disagio sempre più relativo. Tuttavia è bene dire subito due cose.
Primo: non si sceglie il naso come si sceglie un vestito. Il chirurgo plastico agisce secondo criteri estetici di armonia generale del volto, e in base a questi si orienta sempre più verso interventi volti a togliere le imperfezioni ma mantenendo l’impianto originale del naso. In questo modo si evita al paziente sia di avere un naso innaturale, “fatto con lo stampino”, sia di far notare troppo il cambiamento.
Secondo: il risultato perfetto non può essere garantito. La cicatrizzazione del naso, che è una struttura assai complessa, non è del tutto prevedibile. Ne consegue che circa il 10% dei nasi operati, solitamente dopo uno mese, ma anche al terzo o al quarto mese successivo, presentino delle imperfezioni, e necessitino quindi di un nuovo intervento.
La visita
Un’accurata visita preventiva è necessaria al chirurgo per compiere alcune valutazioni. Innanzitutto egli deve analizzare la struttura del naso, cioè capire la conformazione dell’osso dorsale e della cartilagine, e quindi individuare dove agire per correggere l’inestetismo (naso aquilino, naso gibbuto, naso troppo lungo, etc.). Poi deve valutare la funzionalità del naso, ovvero se esistano ostruzioni o restringimenti dei dotti nasali. In questo caso l’intervento deve essere ricostruttivo, e ad esso parteciperà anche uno specialista in otorinolaringoiatra. Oltre a ciò, durante la visita, il chirurgo formula una proposta riguardo alla nuova forma che egli intende dare al naso, rispondendo ai dubbi alle domande del paziente. Prima dell’intervento, il paziente deve obbligatoriamente sottoporsi agli esami clinici necessari, i cui esiti verranno poi valutati dal chirurgo.
L’intervento
L’intervento di rinoplastica viene eseguito in anestesia totale, perché l’intervento sull’osso e sulle cartilagini non sarebbe facile da sopportare altrimenti. Una volta che il paziente è completamente addormentato, il chirurgo provvede a praticare un’incisione all’interno della narice, formando un’apertura attraverso la quale andrà ad agire sulla struttura del naso. In questa fase la pelle deve essere scollata, perché successivamente dovrà aderire alla nuova forma. L’opera del chirurgo consiste in un lavoro artigianale di raspatura dell’osso dorsale, e di modellamento della cartilagine della punta per far assumere al naso la forma desiderata. Se l’intervento è particolarmente complesso, il chirurgo può optare per la tecnica “open”, che consiste nel sollevamento totale della pelle del naso dopo aver inciso la columella, che è quella linguetta di cute e cartilagine compresa tra le due narici. Al termine dell’intervento non vi sono suture, e esternamente non resta alcuna cicatrice.
Periodo postoperatorio
In seguito all’operazione il paziente deve tenere due tamponi nel naso per 24-48 ore e rimanere a riposo per una settimana, durante la quale indosserà un particolare tutore in plastica, una sorta di mascherina sul naso, che oltre a prevenire eventuali cedimenti mantiene la cute aderente alla nuova struttura. Il volto appare tumefatto, ma i lividi scompaiono nel giro di due settimane. Un po’ di fastidio è inevitabile nei primi giorni dall’intervento, non foss’altro che per i tamponi emostatici e per le conseguenze della ferita.
La guarigione
Come si è detto, il processo di guarigione del naso è abbastanza lento, sebbene già dopo due settimane la persona sia assolutamente presentabile. Ma la forma definitiva del naso la si potrà avere solo dopo circa dodici mesi dall’operazione, quando tutta la complessa struttura si sarà perfettamente stabilizzata.