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		<title>Laser, addio maniglie dell&#8217; amore</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 13:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentarsi all’appuntamento delle ferie senza il doppio mento, la pancetta e le ben note ‘maniglie dell’amore’ non è impossibile anche se si è indugiato troppo dietro la scrivania durante l’inverno o ci si è lasciati andare ai piaceri della tavola, dimenticando la sana abitudine dell’attività fisica. Con il laser di ultima generazione ‘LipoForm’ dalle innovative &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2011/06/laser-addio-maniglie-dell-amore-quadronno/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 595px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2011/06/images1.jpeg" rel="shadowbox[post-458];player=img;" title="images"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-462" title="images" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2011/06/images1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, Times; font-size: small;">Presentarsi all’appuntamento delle ferie senza il doppio mento, la pancetta e le ben note ‘maniglie dell’amore’ non è impossibile anche se si è indugiato troppo dietro la scrivania durante l’inverno o ci si è lasciati andare ai piaceri della tavola, dimenticando la sana abitudine dell’attività fisica. Con il laser di ultima generazione ‘LipoForm’ dalle innovative fibre ottiche, infatti, anche per l’uomo è più semplice bruciare le cellule adipose in modo indolore.<br />
In particolare quando una cellula è distrutta, non si possono più accumulare grassi in quel punto. Inoltre, il tessuto automaticamente si contrae e viene stimolata la crescita di nuovo collagene, che rende la pelle tesa e non sovrabbondante. Semplice da utilizzare anche per i medici, il nuovo laser, già disponibile all’Istituto Medico Quadronno di Milano (www.quadronno.it), fornisce eccezionali risultati estetici per il paziente, praticamente senza dolore, con pochi o addirittura nessun effetto collaterale e ridotti tempi di recupero. Il laser di ultimissima generazione e le fibre ottiche utilizzate consentono una emissione ottimale dell’energia, che si traduce nella lisi delle membrane cellulari e nella liquefazione del grasso.<br />
«LipoForm è una delle tecnologie laser più efficaci e delicate per la liposcultura e la definizione del contorno del corpo in modo minimamente invasivo- spiega il prof. Marco Floriani, Chirurgo del Policlinico di Milano e Responsabile del centro di Chirurgia Vascolare e Laser all’Istituto Medico Quadronno del capoluogo lombardo- L’alto assorbimento in acqua fa si che nei vasi sanguigni l’emoglobina coaguli immediatamente, cosa che si traduce in minor sanguinamento, gonfiore e lividi nella fase post-operatoria».<br />
La combinazione integrata di laser e irrigatore è una tecnologia unica. Una cannula sottile viene inserita attraverso una piccola incisione in modo da consentire il contatto diretto della fibra con gli adipociti, per distruggere la membrana. Il lisato di grasso viene rilasciato nelle zone extracellulari o è riassorbito naturalmente o viene estratto manualmente mediante aspirazione. «Si tratta di una procedura con tempi di recupero brevi, minimo dolore post-operatorio e un minor fabbisogno di bendaggi elasto-compressivi. Utilizzando una fibra con punta a sfera il trattamento è meno traumatico rispetto alla liposuzione classica e può essere fatto in ambulatorio», conclude Floriani.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>CELLULITE ADDIO: OGGI C’E’ IL LASER DEL TERZO MILLENNIO</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 09:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ tempo di dire addio all’inestetismo dei cuscinetti, alla pancia e alla cellulite. Con il laser di ultima generazione ‘LipoForm’ la lipolisi e la liposuzione sono molto più semplici e indolori.  «LipoForm è una delle tecnologie laser più efficaci e delicate per la liposcultura e la definizione del contorno del corpo in modo minimamente invasivo- &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2011/03/cellulite-addio-oggi-c%e2%80%99e%e2%80%99-il-laser-del-terzo-millennio/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2011/03/images-12.jpeg" rel="shadowbox[post-444];player=img;" title="images-1"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-448" title="images-1" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2011/03/images-12-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>E’ tempo di dire addio all’inestetismo dei cuscinetti, alla pancia e alla cellulite. Con il laser di ultima generazione ‘LipoForm’ la lipolisi e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liposuzione" target="_blank">liposuzione</a> sono molto più semplici e indolori.  «LipoForm è una delle tecnologie laser più efficaci e delicate per la liposcultura e la definizione del contorno del corpo in modo minimamente invasivo- spiega il prof. Marco Floriani, Chirurgo del Policlinico di Milano e Responsabile del centro di Chirurgia Vascolare e Laser all’Istituto Medico Quadronno del capoluogo lombardo- L’alto assorbimento in acqua fa si che nei vasi sanguigni l’emoglobina coaguli immediatamente, cosa che si traduce in minor sanguinamento, gonfiore e lividi nella fase post-operatoria». Semplice da utilizzare anche per i medici, il nuovo laser, già disponibile all’Istituto Medico Quadronno di Milano (<a href="http://www.quadronno.it" target="_blank">www.quadronno.it</a>), fornisce eccezionali risultati estetici per il paziente, praticamente senza dolore e con pochi o addirittura nessun effetto collaterale e ridotti tempi di recupero. Il laser di ultimissima generazione e le fibre ottiche utilizzate consentono una emissione ottimale dell’energia, che si traduce nella lisi delle membrane cellulari e nella liquefazione del grasso.</p>
<p>Attraverso il sistema integrato di irrigazione e cannule di aspirazione, il lisato può essere estratto con facilità. A seconda della zona trattata, sono a disposizione cannule con diversi angoli di curvatura e diametri. «La combinazione integrata di laser e irrigatore è una tecnologia unica –prosegue Floriani- una cannula sottile viene inserita attraverso una piccola incisione in modo da consentire il contatto diretto della fibra con gli adipociti. In questo modo, la membrana degli adipociti verrà distrutta. Il lisato di grasso viene rilasciato nelle zone extracellulari. O è riassorbito naturalmente o viene estratto manualmente mediante aspirazione. Questa è una procedura atraumatica, con tempi di recupero brevi, minimo dolore post-operatorio e un minor fabbisogno di bendaggi elasto-compressivi –sottolinea Floriani- Utilizzando una fibra con punta a sfera il trattamento è meno traumatico rispetto alla liposuzione classica e può essere fatto in ambulatorio. Un altro vantaggio è che una volta che una cellula di grasso è distrutta, non si possono più accumulare grassi in quel punto. Inoltre, il tessuto automaticamente si contrae e viene stimolata la crescita di nuovo collagene, che rende la pelle tesa e non sovrabbondante». Questo trattamento è importante per zone delicate come il viso e il collo, ma anche per la cellulite. Esistono fibre e cannule ad hoc per ogni trattamento.</p>
<p><strong>Benefici per i pazienti</strong></p>
<p><em>• Risultati estetici eccezionali</em></p>
<p><em>• Stimolazione della produzione di collagene ed elastina</em></p>
<p><em>• Praticamente indolore</em></p>
<p><em>• Ridotto rischio di embolia trombotica</em></p>
<p><em>• Prevenzione di edema ed ecchimosi</em></p>
<p><em>• Tempi di recupero brevi</em></p>
<p><em>• Trattamento ambulatoriale in anestesia locale</em></p>
<p><em>• Basso rischio</em></p>
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		<title>Liposuzione con il laser</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 10:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima generazione delle lipo è la &#8216;Smart&#8217;. E&#8217; una tecnica basata su particolari fibre laser in grado di emettere il fascio luminoso sia frontalmente che lateralmente. La Smartlipo prevede l&#8217;introduzione di una fibra ottica del diametro di 1 mm sostenuta da una microcannula rigida di diametro appena superiore che con il suo raggio stimola la &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2011/01/liposuzione-con-il-laser/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2011/01/images2.jpeg" rel="shadowbox[post-399];player=img;" title="images"><img class="aligncenter size-full wp-image-406" title="images" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2011/01/images2.jpeg" alt="" width="184" height="200" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima generazione delle lipo è la &#8216;Smart&#8217;.</p>
<p>E&#8217; una tecnica basata su particolari fibre laser in grado di emettere il fascio luminoso sia frontalmente che lateralmente. La Smartlipo prevede l&#8217;introduzione di una fibra ottica del diametro di 1 mm sostenuta da una microcannula rigida di diametro appena superiore che con il suo raggio stimola la rapida liquefazione del grasso cellulare, distende la pelle e protegge il tessuto sano circostante. L&#8217;intervento viene eseguito in anestesia locale senza bisturi ovvero senza tagli.</p>
<p>Il raggio laser oltre a dissolvere gli adipociti, fotocoagula nello stesso tempi i vasi sanguigni che incontra ed esercita un&#8217;azione benefica sulla cute, che viene così rivitalizzata e tonificata. Grazie a questo lavoro si riducono non solo i cuscinetti, i noduli induriti o dolenti , ma anche l&#8217;aspetto a buccia d&#8217;arancia.</p>
<p>Pro: trauma minimo, indolore, zero edemi, ecchimosi ed ematomi, recupero estetico rapidissimo. Contro: fastidio locale per un paio di giorni, Evitare trattamento in gravidanza. Durata seduta: da 30 a 70 minuti. Occorre una seduta per ogni area da trattare.</p>
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		<title>Anche per gli uomini è boom di filler all&#8217;acido ialuronico</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 08:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Innocui per l&#8217;organismo, essendo biodegradabili e quindi perfettamente riassorbibili senza effetti collaterali, ma in grado di contrastare con efficacia i segni dell&#8217;invecchiamento, riempiendo i solchi e rimodellando labbra e zigomi. Sono i filler all&#8217;acido ialuronico, sempre piu&#8217; richiesti anche in Italia. La loro diffusione e&#8217; ormai un fenomeno affermato a livello mondiale, che non riguarda soltanto le &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2011/01/anche-per-gli-uomini-e-boom-di-filler-all-acido-ialuronico/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Innocui per l&#8217;organismo, essendo biodegradabili e quindi perfettamente riassorbibili senza effetti collaterali, ma in grado di contrastare con efficacia i segni dell&#8217;invecchiamento, riempiendo i solchi e rimodellando labbra e zigomi. Sono i filler all&#8217;acido ialuronico, sempre piu&#8217; richiesti anche in Italia.</p>
<p>La loro diffusione e&#8217; ormai un fenomeno affermato a livello mondiale, che non riguarda soltanto le donne. Sempre piu&#8217; uomini infatti ricorrono ai filler per apparire piu&#8217; giovani.</p>
<p>In Spagna il 12,3% dei pazienti che si sottopone ai interventi estetici e&#8217; costituito da uomini e, tra gli under 40, l&#8217;80% chiede trattamenti di acido ialuroinico. Come riporta il quotidiano El Mundo si calcola che un uomo su 100 si sia sottoposto a questo genere di infiltrazione.</p>
<p>Anche negli Stati Uniti, sebbene siano in lieve calo (-3%) gli uomini che lo scorso anno si sono sottoposti a operazioni estetiche, il ricorso ai filler e&#8217; aumentato dell&#8217;11% stando a quanto riferisce il Wall Street Journal.</p>
<p>I filler sono materiali iniettabili, biocompatibili, inerti, biodegradabili, che non rilasciano nel tempo sostanze tossiche per i tessuti organici.</p>
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		<title>Tanti uomini desiderano ringiovanire lo sguardo</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 10:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chirurgia plastica si declina sempre di piu&#8217; al maschile. La crisi economica ha portato a un calo generale gli interventi di tipo estetico (-2,4% negli Usa, dal 2008 al 2009), ma per gli uomini il dato e&#8217; in controtendenza. Le richieste da parte del &#8221;sesso forte&#8221;, infatti, sono cresciute dell&#8217;8,6%, con un netto aumento di &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2010/12/tanti-uomini-desiderano-ringiovanire-lo-sguardo/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chirurgia plastica si declina sempre di piu&#8217; al maschile. La crisi economica ha portato a un calo generale gli interventi di tipo estetico (-2,4% negli Usa, dal 2008 al 2009), ma per gli uomini il dato e&#8217; in controtendenza. Le richieste da parte del &#8221;sesso forte&#8221;, infatti, sono cresciute dell&#8217;8,6%, con un netto aumento di preferenze per le tecniche meno invasive per il ringiovanimento del viso (+11,4%) secondo i dati dell&#8217;Asaps (American Society for Aesthetic Plastic Surgery). E se in Italia mancano numeri precisi, l&#8217;esperienza degli specialisti conferma il trend.</p>
<p>Per i nati negli anni &#8217;50 e &#8217;60 l&#8217;obiettivo e&#8217; conquistare un aspetto rilassato e &#8216;togliersi&#8217; una decina d&#8217;anni. Ai pazienti maschi si consiglia di intervenire sulle rughe della fronte. E&#8217; vero che questi segni possono essere affascinanti e danno un messaggio di virilita&#8217;, ma esprimono anche vecchiaia e stanchezza. Si può applicare trattamenti con filler o tossina botulinica, in modo da restituire freschezza allo sguardo e migliorare la pelle.Senza nulla perdere in mascolinità.</p>
<p>Chi, invece, desidera un risultato definitivo deve optare per un&#8217;operazione di chirurgia estetica: La blefaroplastica superiore oppure il lifting endoscopico, incidono su altezza e forma dell&#8217;arcata sopraccigliare, sollevandone la coda. Questo basta a donare un aspetto ringiovanito&#8221;. La chiave per farlo e&#8217; puntare tutto sullo sguardo, da valorizzare e ringiovanire con varie tecniche: filler per cancellare le rughe e ridefinire i volumi, blefaroplastica per contrastare l&#8217;abbassamento della palpebra.</p>
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		<title>L&#8217;Istituto Quadronno sbarca su iPhone, iPad e smartphone</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 10:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto Medico Quadronno si arricchisce di un nuovo e utile servizio: Il sito è da oggi consultabile sui telefonini di ultima generazione come iPhone, Nokia N8 e tutti quelli con la piattaforma android, compresi Samsung Tab e l&#8217;ormai famossisimo iPad di casa Apple. E&#8217; sufficiente andare con lo smartphone sul sito quadronno.m.libero.it e salvare la &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2010/12/listituto-quadronno-sbarca-su-iphone-ipad-e-smartphone/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Istituto Medico Quadronno si arricchisce di un nuovo e utile servizio:</p>
<p>Il sito è da oggi consultabile sui telefonini di ultima generazione come iPhone, Nokia N8 e tutti quelli con la piattaforma android, compresi Samsung Tab e l&#8217;ormai famossisimo iPad di casa Apple.</p>
<p>E&#8217; sufficiente andare con lo smartphone sul sito quadronno.m.libero.it e salvare la schermata in home page. Apparirà l&#8217;icona con il logo &#8216;Quadronno&#8217;.</p>
<p>Buona navigazione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Autotrapianto</title>
		<link>http://www.quadronno.it/2010/11/autotrapianto-3/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160;</p> <a href="http://www.quadronno.it/2010/11/autotrapianto-3/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 450px; background-color: #ffffcc; height: 204px;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td><em>Il problema </em></td>
<td>caduta dei capelli, calvizie</td>
</tr>
<tr>
<td><em>La tecnica </em></td>
<td>autotrapianto ad alta densità <em>Quadronno method</em></td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata </em></td>
<td>4-5 ore, un&#8217;unica seduta</td>
</tr>
<tr>
<td><em>In cosa consiste </em></td>
<td>trapianto di follicoli piliferi del paziente stesso</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Anestesia </em></td>
<td>locale</td>
</tr>
<tr>
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<td>nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Dopo l&#8217;intervento </em></td>
<td>nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Primi risultati </em></td>
<td>dopo 2 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Risultato completo </em></td>
<td>dopo 6 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata dei risultati </em></td>
<td>definitiva</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="comesifa" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide0p77',600);">Come si fa</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper0" id="hideslide0p77"></p>
<h2>Cos&#8217;è</h2>
<p>La calvizie è un problema molto diffuso tra gli uomini adulti, ed è anche spesso fonte di insicurezze e di disagi psicologici, soprattutto se si presenta in giovane età. Proprio per questo motivo medici di tutte le epoche, come la storia della medicina testimonia, hanno cercato la soluzione più adeguata. Solo da pochi anni, grazie a studi scientifici appropriati, si è scoperta la vera causa del problema, che risiede nel patrimonio genetico dell&#8217;individuo calvo. Nella stragrande maggioranza dei casi, dunque, non si tratta di malattie, ma solo di un problema ereditario, che quindi non può essere curato se non con interventi che sostituiscono la chioma originaria, geneticamente destinata a diradarsi.</p>
<p>Uno dei rimedi più soddisfacenti è l’autotrapianto di capelli, ovvero il trapianto di bulbi prelevati allo stesso paziente da zone più folte come nuca e tempie. Presso l’Istituto medico Quadronno si attua la versione più avanzata al mondo di questa tecnica. Conosciuta come &#8220;autototrapianto ad alta densità Quadronno method&#8221;, è caratterizzata da:</p>
<ul>
<li>un protocollo medico preciso che prevede trapianto di bulbi singoli nella zona anteriore, anestesia locale, orientamento dei capelli nella direzione naturale, esecuzione in sala operatoria, uso di uno strumento apposito (No Kor Vented Needle) e altre cose;</li>
<li>garanzia dei risultati: ovvero il chirurgo si impegna a eseguire un nuovo intervento correttivo gratuito nel caso qualcosa non andasse secondo le aspettative. Garanzia resa possibile dalla assoluta sicurezza del successo della tecnica chirurgica.</li>
</ul>
<h2>La visita</h2>
<p>Prima di un intervento di autotrapianto, il medico deve svolgere una visita preliminare durante la quale viene effettuato un esame del cuoio capelluto al fine di valutare il grado di calvizie, la sua localizzazione e la sua causa effettiva. Individuata l&#8217;opportunità di utilizzare la tecnica di autotrapianto, egli fornisce al paziente tutte le informazioni necessarie, rispondendo alle sue domande e ai suoi dubbi. Dopo pochi giorni, e dopo i normali esami clinici volti a sciogliere ogni riserva rispetto all&#8217;intervento, il paziente è pronto per l&#8217;autotrapianto.</p>
<h2>La preparazione</h2>
<p>L&#8217;intervento si svolge in day hospital. Il paziente viene fatto accomodare in ambulatorio su di una poltrona simile a quella del dentista, sulla quale, mentre il chirurgo opera, potrà rilassarsi guardando un film o leggendo un giornale. Per prima cosa viene iniettato sottocute una piccola quantità di anestetico locale.</p>
<h2>L&#8217;intervento: il prelievo</h2>
<p><img class="alignright" title="Prelievo" src="http://www.quadronno.it/old/foto/arc_18.jpg" alt="Prelievo" width="142" height="114" />Dopo pochi minuti può iniziare la prima fase, cioè l&#8217;espianto dei follicoli dalle zone più ricche di capelli. In queste zone, sulla nuca e sui lati della testa, i capelli sono geneticamente programmati per durare tutta la vita, a differenza di quanto avviene per quelli sulla sommità del capo. Tecnicamente il medico preleva della striscioline di pelle, passando poi a suturare i due margini della ferita l&#8217;uno con l&#8217;altro. In questo modo già dopo una dozzina di giorni le cicatrici saranno perfettamente guarite, e di esse non rimarrà altro che una sottile linea visibile solo a testa rasata. Prelevate le striscioline, esse vengono immerse in una soluzione fisiologica, e quindi sezionate al microscopio (foto qui sopra) in modo da ottenere &#8220;mattoncini&#8221; contenente ciascuno un solo bulbo: le unità follicolari.</p>
<h2>L&#8217;intervento: il trapianto</h2>
<p><img class="alignleft" title="Il trapianto" src="http://www.quadronno.it/old/foto/arc_12.jpg" alt="Il trapianto" width="196" height="170" />Grazie a speciali aghi, le unità follicolari così ottenute (nella foto, eccone una già pronta) vengono trapiantate nelle zone calve. Ognuna di queste unità darà luogo a un solo capello, quindi vanno sistemate con grande cura: alla giusta distanza tra loro e soprattutto con la corretta inclinazione, dato che i capelli hanno sempre un &#8220;verso&#8221;. Normalmente il trapianto viene effettuato in una sola seduta.</p>
<h2>Dopo l&#8217;intervento</h2>
<p>Al termine dell&#8217;intervento la testa viene lavata con soluzione fisiologica e asciugata. Come si può vedere dalla foto se tutto è stato condotto bene non ci sono segni e non occorre alcun tipo di medicazione. Terminato l&#8217;intervento il paziente può tornare a casa ed alle sue abitudini di vita professionale e sociale, avendo come unica prescrizione l&#8217;assunzione di un antinfiammatorio. Non ha invece bisogno di alcun antidolorifico. La zona in cui sono stati &#8220;piantati&#8221; i bulbi, è solo un po&#8217; arrossata e, da vicino, si notano come dei puntini scuri: sono le punte dei capelli che cresceranno.</p>
<h2>La guarigione</h2>
<p><img class="alignright" title="L'intervento" src="http://www.quadronno.it/old/foto/arc_14.jpg" alt="L'intervento" width="157" height="142" />Già il giorno seguente il paziente può fare un shampoo. Le crosticine a punta di spillo formatesi attorno ai nuovi bulbi cadranno in un periodo variabile tra i quattro e i dieci giorni. E sempre dopo dieci giorni vengono tolti i punti dall’incisione – ormai guarita – praticata sulla nuca, dove è stato fatto il &#8220;prelievo&#8221;. I bulbi trapiantati, adattandosi progressivamente alla cute, inizieranno a generare i nuovi capelli, che entro sei mesi saranno lunghi tre-quattro centimetri. Da allora in poi, essi cresceranno al ritmo di un centimetro al mese, secondo il normale ritmo di crescita. La foto, che ritrae il dottor Gambino un suo paziente e tra loro, sul computer, l&#8217;immagine dello stesso paziente prima dell&#8217;intervento, è un concreto esempio di come cambia l&#8217;aspetto generale di una persona.</p>
<p><img class="alignleft" title="Il risultato" src="http://www.quadronno.it/old/foto/arc_17.jpg" alt="Il risultato" width="369" height="283" />Con il Quadronno method il risultato è garantito: nel senso che nell’improbabile caso qualcosa non andasse perfettamente il chirurgo si impegna a operare di nuovo gratuitamente.</p>
<h2>La durata</h2>
<p>L&#8217;autotrapianto è un intervento definitivo: i capelli trapiantati non cadono più. Questo perché solo i capelli della parte centrale del capo sono programmati per essere vittime della calvizie; quelli laterali e della nuca, no. Per cui spostando questi ultimi al centro della testa, si ottiene una capigliatura che resterà per sempre al suo posto.<br />
</div></p>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="ilracconto" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide1p77',600);">Il racconto</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper1" id="hideslide1p77"></p>
<h3>L&#8217;antefatto</h3>
<p>Ho 36 anni. E un “bel” giorno mi sono ritrovato “in piazza”! «Devi fartene una ragione!», era la frase che sistematicamente mi rivolgevano gli amici. In effetti, so che nel 99 per cento dei casi la causa della calvizie è ereditaria. Da parte non solo paterna, ma anche materna. Insomma, non c’entra proprio nulla la quantità di capelli con cui si viene al mondo. «Che faccio?», ti dici in questi casi, «mi rassegno?». Ovviamente no. E cominci a drizzare le antenne, a informarti sui rimedi disponibili. E in questa circostanza, lo ammetto, ho avuto una gran fortuna: sono riuscito a non perdermi tra le tante seducenti (e sedicenti&#8230;) “soluzioni” sul mercato grazie al mio parrucchiere. Un giorno, nel suo salone, mi indica un paio di tizi: «Vedi quelli?», mi fa. «Quella capigliatura, un anno fa, non l’avevano mica. Si sono sottoposti a un autotrapianto di capelli». «Ossia?», domando. «Un trapianto di bulbi prelevati alla stessa persona dalle zone più folte del capo». E mi tocca la nuca e le tempie, che sono ancora popolate. Poi aggiunge: «Anche tu potresti farlo». La cosa m’intriga. Soprattutto osservando la testa, invidiabile, di quei due. Manco a dirlo, il giorno dopo sapevo già il da farsi: anch’io avrei rinfoltito la mia “piazza”. Non con parrucchini, riporti e “pozioni” varie (inizialmente ho speso una fortuna in “fiale”&#8230;), ma con i miei stessi capelli. Che un chirurgo avrebbe prelevato dalle parti “abitate” del cuoio capelluto.</p>
<p>Sempre grazie al mio parrucchiere (una vera manna: tutti dovrebbero essere informati come lui!), ho modo di mettermi in contatto con l’Istituto medico Quadronno e qui incontro il dottor Vincenzo Gambino, che da 15 anni si dedica esclusivamente alla terapia della calvizie.</p>
<h3>La visita</h3>
<p>Una visita preliminare provvede a esaminare il mio cuoio capelluto: analisi che serve a valutare il grado e la natura della calvizie nonché la sua localizzazione. Alla fine, la decisione: sì, l’autotrapianto si può effettuare! Non mi pare vero: anche perché scopro che il tutto si svolgerà nell’arco di una sola giornata. La soluzione al mio annoso problema si sta concretizzando.</p>
<p>Obiettivo dell’operazione: intervenire sulla stempiatura (ricreando una linea frontale adatta al mio viso e all’età) e sul polo superiore (dove verrà ricostruito il punto in cui i capelli, crescendo e irradiandosi a 360 gradi, descrivono un tipico vortice).<br />
Il piano viene deciso. E con entusiasmo attendo il fatidico giorno!</p>
<h3>L’intervento</h3>
<p>Arrivo in clinica presto: attorno alle 8. Non c’è stato bisogno di digiunare: ho consumato una leggera colazione un paio d’ore prima. Mi misurano la pressione arteriosa: sono un pochino agitato, ma è comprensibile. Scatta la “copertura” a base di antibiotici: prendo una pastiglia e continuerò ad assumerla per 5 giorni dopo l’intervento.</p>
<h3>Il prelievo</h3>
<p>In sala operatoria, mi fanno distendere a pancia in giù su un lettino e qui ha luogo la prima parte dell’intervento: poche punture di un ago sottilissimo iniettano un anestetico locale in corrispondenza della nuca. Qui, infatti, il medico ha delimitato una lunga e sottile striscia di pelle da prelevare. Da un orecchio all’altro. E’ questo prelievo la fonte dei capelli che andranno a ripopolare la mia testa. Già, perché mi hanno spiegato che in tali zone, cioè sulla nuca e sui lati della testa, i capelli sono programmati – grazie a Dio! – per durare tutta la vita, a differenza di quanto avviene per quelli sulla sommità del capo, vittime della calvizie. Morale: traslocando anteriormente i capelli “invulnerabili”, si otterrà una capigliatura che resterà per sempre al suo posto.</p>
<p>In poco meno di mezz’ora, questa preziosa parte di cute nella nuca, resa completamente insensibile, viene rimossa, e la breccia richiusa con qualche punto di sutura. Mentre operano, sento che armeggiano attorno alla mia nuca, ma sostanzialmente non sento alcun dolore; se non sapessi quello che stanno facendo, non riuscirei a capirlo. Alla fine mi dicono: «Stia tranquillo! Vedrà che nel giro d’una decina di giorni le cicatrici saranno perfettamente guarite. L’unico “souvenir” sarà un’esile linea, visibile soltanto con la testa rasata. Ma sinceramente dubitiamo che lei abbia voglia, un giorno, d’andarsene in giro pelato come l’arbitro Collina!». Ridiamo tutti e a questo punto, un bel break. Almeno per me. Nel senso che il personale tecnico, dopo aver prelevato quel lembo di pelle, lo immerge in una soluzione fisiologica e, in un laboratorio a parte, comincia pazientemente a “lavorarlo”: lo seziona, cioè, al microscopio per ricavarne tantissimi bulbi. E il bulbo, come si sa, è l’elemento vitale del capello, la parte da cui trae origine lo stelo. Pensate: dalla quella mia striscia di cuoio capelluto, ricaveranno ben 5000 bulbi! A vederli – deposti, tutti bagnati, in quei contenitori piatti – sembrano chicchi di riso. E proprio come chicchi di riso verranno piantati sulle regioni calve della mia testa!</p>
<p>Eccoci alla seconda fase: mi fanno accomodare su una poltrona, più o meno come quella del dentista. Dietro di me l’équipe si prepara alla “semina”, mentre io inganno l’attesa – sempre al riparo da qualsiasi sensazione dolorosa grazie all’anestesia locale che ha addormentato la pelle del cranio – guardando la Tv.</p>
<h3>Il trapianto</h3>
<p>Non avverto nulla. Ma so che, alle mie spalle, l’attività chirurgica è intensa. Ecco quel che accade: il dottor Gambino con uno strumento chirurgico ad hoc sta effettuando una marea di piccolissime incisioni. Cinquemila, per la precisione: tante quanti saranno i bulbi impiantati. Il dottor Gambino mi ha spiegato che il trucco, diciamo così, sta nel praticarle in maniera irregolare, proprio per raggiungere un realistico effetto. Se, infatti, venissero eseguite con precisione matematica, tutte alla stessa distanza, le incisioni finirebbero per ospitare una chioma che assomiglierebbe, una volta cresciuta, a quella di una bambola: cioè con piccoli ciuffi distanziati tra loro. Invece, proprio con quel tocco d’irregolarità, la capigliatura acquista la giusta naturalezza. Senza poi contare che anche il “buchino” nello spessore del cuoio capelluto non viene effettuato casualmente: Gambino “affonda” impercettibilmente lo strumento nella pelle con una certa inclinazione. Infatti, madre Natura è una disegnatrice sofisticata e ha previsto che il capello cresca con un determinato “verso” a seconda dell’area del capo in cui si trova. Per cui, nel trattare la linea frontale e la sommità della mia testa, il dottor Gambino cerca pure di rispettare il particolare orientamento del futuro capello. Per un effetto estetico ottimale.</p>
<p>Effettuate le incisioni, Gambino lascia il campo a un terzetto di bravissime assistenti, che si dedicano a un certosino lavoro: innestare nei microsolchi, con speciali aghi, i 5000 bulbi precedentemente isolati. Intanto, continuo a guardare la Tv. Fastidi? Praticamente nessuno. S’affaccia il dottore: «Allora, mio caro Giorgio: allettato all’idea di riavere per sempre la sua chioma? L’autotrapianto è un intervento definitivo: i capelli trapiantati non cadranno più». Una gran bella iniezione di ottimismo!</p>
<p>Ogni tanto, avverto una spruzzata di liquido: è soluzione salina sterile, diffusa sulla pelle per pulire costantemente il campo operatorio e idratare l’innesto. Il tempo passa. Poi, un’occhiata all’orologio: quasi le 14. «Ci siamo», mi dice una delle assistenti, con la voce ovattata dalla mascherina. «Ancora un briciolo di pazienza, Giorgio!». Ma di pazienza ne ho da vendere, considerando tutti gli anni spesi a inseguire una ricrescita che non s’è mai verificata.</p>
<h3>Ultima fase</h3>
<p>Ancora una manciata di minuti e finalmente&#8230; «Finito!». L’autotrapianto s’è concluso. Lo spray a base di soluzione fisiologica lava accuratamente la zona operata, che un lieve soffio di phon provvede poi ad asciugare. Un po’ di formicolìo, ma nessuna sensazione sgradevole. Interviene il dottor Gambino, che mi spiega: «Può tornare a casa in tutta tranquillità, Giorgio.</p>
<p>Tratti il cuoio capelluto con delicatezza, e domani già potrà fare un shampoo. Le dò da prendere anche un antidolorifico, semmai avvertisse qualche fastidio. In corrispondenza dei microsolchi si formeranno tante crosticine, piccole quanto una capocchia di spillo: cadranno dopo 4-5 giorni. E i capelli cominceranno a spuntare tra un paio di mesi. Ma noi ci rivedremo prima: l’aspetto tra 11-12 giorni per rimuovere i punti dall’incisione – ormai guarita – che le ho praticato sulla nuca, dov’è stato eseguito il “prelievo”». E poi mi sorprende ancora dichiarando: «Le garantisco il risultato!». E il bello che il suo non è uno slogan: Gambino s’impegna a eseguire un nuovo intervento correttivo gratuito nel caso qualcosa non andasse secondo le aspettative. «Se glielo garantisco», aggiunge sorridendo, «è perché sono assolutamente sicuro del successo della tecnica!».</p>
<h3>L’indomani</h3>
<p>Diciamo che non è la nottata più tranquilla della mia vita: fastidi o dolori non ne ho, ma nonostante tutte le rassicurazioni del dottor Gambino ho una gran paura a muovere troppo la testa. Temo che ogni movimento potesse danneggiare i bulbi appena impiantati… Al mattino, quando mi alzo mi guardo nello specchio: magnifico, va tutto bene. Un sollievo… E allora comincio a realizzare che entro sei mesi i miei capelli saranno lunghi 3-4 centimetri&#8230;</p>
<h3>Dopo sei mesi</h3>
<p>E adesso che i sei mesi sono passati, posso dirlo: tutto è andato come mi aveva detto il dottor Gambino. Ormai i miei capelli crescono al ritmo di un centimetro al mese, li posso pettinare e tagliare in tutta normalità, li vedo seguire il ciclo vitale normale. Un giorno diventeranno anche bianchi con l’età. Ma per questo, amici miei, c’è ancora tempo&#8230; Adesso mi sto godendo la “rinascita” della capigliatura. E mi piace da morire essere additato dal mio parrucchiere a chi da anni sta cercando una soluzione definitiva al dilemma calvizie.<br />
</div></p>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="lefoto" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide2p77',600);">Le foto</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper2" id="hideslide2p77"></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_128" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Autotrapianto di 5000 unità follicolari ad alta densità. Il risultato dopo 6 mesi" href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/001.png" rel="shadowbox[post-77];player=img;"><img class="size-medium wp-image-128" title="Autotrapianto" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/001-300x115.png" alt="Autotrapianto" width="300" height="115" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Autotrapianto di 5000 unità follicolari ad alta densità. Il risultato dopo 6 mesi</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_137" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Autotrapianto di capelli ad alta densità Quadronno Method su una estesa area di diradamento." href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/002.png" rel="shadowbox[post-77];player=img;"><img class="size-medium wp-image-137" title="Autotrapianto" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/002-300x112.png" alt="Autotrapianto" width="300" height="112" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Autotrapianto di capelli ad alta densità Quadronno Method su una estesa area di diradamento: in un unico intervento sono state trapiantate 9960 unità follicolari (capelli). A destra il risultato dopo sei mesi. </dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_141" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Autotrapianto di capelli ad alta densità Quadronno Method per rinfoltire una 'chierica'." href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/003.png" rel="shadowbox[post-77];player=img;"><img class="size-medium wp-image-141" title="Autotrapianto" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/003-300x112.png" alt="Autotrapianto" width="300" height="112" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Autotrapianto di capelli ad alta densità Quadronno Method per rinfoltire una “chierica”: 3960 unità follicolari sono state trapiantate con le giuste inclinazioni per ricostruire il “vortice” dei capelli. A destra, il risultato dopo otto mesi. </dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_143" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Autotrapianto di capelli ad alta densità Quadronno Method in una profonda stempiatura." href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/004.png" rel="shadowbox[post-77];player=img;"><img class="size-medium wp-image-143" title="Autotrapianto" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/004-300x114.png" alt="Autotrapianto" width="300" height="114" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Autotrapianto di capelli ad alta densità Quadronno Method in una profonda stempiatura: in un unico intervento sono state trapiantate 5460 unità follicolari (capelli). A destra il risultato dopo un anno. Il soggetto ha cambiato colore di capelli per esigenze professionali. </dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_145" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Autotrapianto di capelli ad alta densità su un’area rimasta alopecica in seguito di ustione infantile." href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/005.png" rel="shadowbox[post-77];player=img;"><img class="size-medium wp-image-145" title="Autotrapianto" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/005-300x115.png" alt="Autotrapianto" width="300" height="115" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Autotrapianto di capelli ad alta densità Quadronno Method su un’area di cuoio capelluto rimasta alopecica in seguito a una ustione durante l’infanzia. In due interventi (a distanze di sei mesi) sono state trapiantate 11800 unità follicolari (capelli). A destra il risultato dopo un anno dal primo intervento. </dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_147" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/img_M_7.jpg" rel="shadowbox[post-77];player=img;" title="Autotrapianto"><img class="size-thumbnail wp-image-147" title="Autotrapianto" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/img_M_7-150x150.jpg" alt="Autotrapianto" width="150" height="150" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Questa è la classica cicatrice che rimane sul suoio capelluto dove è stata prelevata la &#8220;striscia&#8221; di pelle che ha “donato” le unità follicolari (capelli) trapiantate sulla parte anteriore del capo. Come si vede l’esito è veramente impercettibile. </dd>
</dl>
</div>
<p></div></p>
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		<title>Impianto di Sintesi</title>
		<link>http://www.quadronno.it/2010/11/impianto-di-sintesi-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 17:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[calvizie]]></category>
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		<category><![CDATA[impianto]]></category>
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		<description><![CDATA[Il problema Caduta dei capelli, calvizie La tecnica Impianto di capelli di sintesi NIDO Durata Da 15 minuti a 5 ore In cosa consiste Innesto di capelli sintetici nel cuoio capelluto Anestesia Locale Degenza Nessuna Dopo l&#8217;intervento Leggero fastidio Primi risultati Immediato Risultato completo Dopo 1 mese Durata dei risultati Occorre rinfoltire del 10-15% ogni &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2010/11/impianto-di-sintesi-2/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 450px; background-color: #ffffcc; height: 204px;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td><em>Il problema </em></td>
<td>Caduta dei capelli, calvizie</td>
</tr>
<tr>
<td><em>La tecnica </em></td>
<td>Impianto di capelli di sintesi NIDO</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata </em></td>
<td>Da 15 minuti a 5 ore</td>
</tr>
<tr>
<td><em>In cosa consiste </em></td>
<td>Innesto di capelli sintetici nel cuoio capelluto</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Anestesia </em></td>
<td>Locale</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Degenza </em></td>
<td>Nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Dopo l&#8217;intervento </em></td>
<td>Leggero fastidio</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Primi risultati </em></td>
<td>Immediato</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Risultato completo </em></td>
<td>Dopo 1 mese</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata dei risultati </em></td>
<td>Occorre rinfoltire del 10-15% ogni anno</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="comesifa" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide0p183',600);">Come si fa</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper0" id="hideslide0p183"></p>
<h2>Cos&#8217;è</h2>
<p>La calvizie è un problema molto diffuso tra gli uomini adulti, ed è anche spesso fonte di insicurezze e di disagi psicologici, soprattutto se si presenta in giovane età. Proprio per questo motivo medici di tutte le epoche, come la storia della medicina testimonia, hanno cercato la soluzione più adeguata. Solo da pochi anni, grazie a studi scientifici appropriati, si è scoperta la vera causa del problema, che risiede nel patrimonio genetico dell&#8217;individuo calvo. Nella stragrande maggioranza dei casi, dunque, non si tratta di malattie, ma solo di un problema ereditario.</p>
<p>Uno dei rimedi migliori oggi disponibili è l&#8217;impianto di capelli di sintesi secondo la tecnica Nido.</p>
<h2>Come agisce</h2>
<p>Quest&#8217;ultima, inventata da studiosi giapponesi nel lontano 1975 e poi evolutasi continuamente, si è dimostrata la più naturale ed efficace tra tutte le tecniche che prevedono l&#8217;utilizzo di materiali sintetici. Il motivo risiede sostanzialmente in due ragioni: il materiale adottato e la specifica tecnica di ancoraggio.</p>
<p>Prima di tutto il materiale. Si tratta (adesso, perché è un miglioramento recente) di polibutilene tereftarato, una sostanza molto elastica e resistente alle rotture, biologicamente inerte e quindi priva di controindicazioni per l&#8217;organismo. Il capello artificiale è prodotto dello stesso spessore, circa 95 micron (un decimo di millimetro), dei capelli veri, e con le stesse scanalature orizzontali che ne evitano un eccessiva lucidità. La colorazione è poi effettuata già nella fase di produzione, con l&#8217;utilizzo di pigmenti inorganici incorporati all&#8217;interno del capello per fusione. Quando è il caso, i capelli di sintesi vengono resi più o meno ondulati da un particolare strumento in dotazione del medico implantologo. La chioma reimpiantata è dunque del tutto simile a quella naturale, con la quale si mischia e si confonde perfettamente. Una lieve differenza di consistenza può essere colta solo al tatto. Seconda particolarità è il metodo di ancoraggio. In fase di produzione una estremità del capello artificiale viene piegata ed elettrosaldata in modo da creare un&#8217;asola, di diametro ben definito. In questo modo, ed è la particolarità del sistema Nido, si va a creare una pseudoradice, attorno e dentro la quale crescono le cellule del tessuto fibroso sotto il cuoio capelluto in cui viene impiantata, ancorando il capello. Grazie all&#8217;asola, il capello impiantato ha la stessa resistenza alla trazione di un capello normale, e soprattutto può essere staccato, (basta tirare: l&#8217;elettrosaldatura si rompe, l&#8217;asola si apre, e il capello si sfila facilmente), senza che all&#8217;interno della cute rimangano residui, e senza lasciare ferite o cicatrici. Una innovazione molto importante è stata introdotta nei capelli Nido di ultima generazione (Z-Type): mediante un procedimento brevettato, frutto di lunghe ricerche, la parte finale del “fusto”, quella che resta dentro la pelle, è rivestita di un velo di collagene purificato. Questo collagene, grazie un sofisticato sistema di legami chimici, è integrato al capello stesso; ma una volta che questo è impiantato, si integra anche con la cute, che non lo considera “estraneo”. Il risultato è che si crea una coesione perfetta tra cute e capello – questa è la grande novità – non c’è più quella microfessura che poteva pur sempre aprire la strada a infiammazioni e micronfezioni. Con questa ultima miglioria i capelli di sintesi Nido sono diventato veramente perfetti.</p>
<h2>La visita</h2>
<p>Prima di un impianto di capelli di sintesi Nido, il medico deve compiere una visita preliminare durante la quale viene effettuato un esame del cuoio capelluto, al fine di valutare il grado di calvizie, la sua localizzazione e la sua causa effettiva. Individuata l&#8217;opportunità di utilizzare la tecnica Nido, egli spiega al paziente la tecnica d&#8217;impianto, gli accorgimenti che il paziente dovrà seguire dopo l&#8217;intervento ed il risultato ottenibile.</p>
<h2>Dove si opera</h2>
<p>L&#8217;intervento ha luogo in day hospital pochi giorni dopo. Il paziente, accolto nell&#8217;ambulatorio, viene fatto accomodare sulla poltrona reclinabile e messo a suo agio. Il medico provvede a frizionare il cuoio capelluto con una soluzione antibatterica, per minimizzare il rischio di infezioni, e quindi procede ad una anestesia locale.</p>
<h2>Come agisce il chirurgo</h2>
<p>Una volta che l&#8217;anestetico ha fatto effetto, il medico inizia l&#8217;impianto dei capelli seguendo l&#8217;inclinazione naturale, che è solitamente di quarantacinque gradi rispetto alla cute. I capelli vengono conficcati sotto la pelle, nella membrana fibrosa che ricopre le ossa craniche (galea capitis), mediante l&#8217;utilizzo di un&#8217;apposito apparecchio, simile a una penna. Essa agisce con un meccanismo a scatto, ed il paziente avverte solo una leggera pressione. Grazie a questa apparecchiatura è possibile agire con precisione e con rapidità, arrivando ad impiantare fino a 4000 capelli nell&#8217;arco di cinque ore.</p>
<p>Normalmente al paziente affetto da calvizie estesa viene consigliato di graduare l&#8217;intervento, in modo da rendere più naturale il rinfoltimento.</p>
<h2>Guarigione</h2>
<p>Dopo la conclusione dell&#8217;intervento il paziente può tornare a casa, basta che assuma un antinfiammatorio per ridurre l&#8217;arrossamento. Per i primi dieci giorni, inoltre, i capelli vanno trattati con cautela. In capo a un mese sono perfettamente ancorati, e il paziente può comportarsi come ha sempre fatto prima dell&#8217;intervento, senza alcuna particolare attenzione.</p>
<h2>Durata</h2>
<p>L&#8217;impianto non è definitivo, perché ogni anno cadono capelli per il 10-15% tra quelli di sintesi. Necessaria quindi una manutenzione, cioè un intervento di parziale e mirato rinfoltimento periodico, a discrezione del paziente.<br />
</div></p>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="ilracconto" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide1p183',600);">Il racconto</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper1" id="hideslide1p183"></p>
<h3>L&#8217;antefatto</h3>
<p>Ingegnere, 42 anni, non mi ero mai rassegnato al solito trucco di di radermi completamente i capelli per dissimulare la calvizie&#8230; Non ho la faccia del duro, non sarei stato bene…, ma di parrucchini più o meno perfezionati non volevo sentirne parlare. E così per anni ho letto tutto quello che trovavo in materia di cura della calvizie. Arrivando alla conclusione che gli unici rimedi erano quelli chirurgici. Ma anche su questi non sapevo che pesci pigliare, perché i pareri che si trovano sui giornali sulla stessa tecnica sono spesso diametralmente opposti. E i dermatologi cui avevo chiesto informazioni, non mi avevano illuminato molto. Finché un giorno non incontai un amico che non vedevo da un paio d’anni: lì per lì stentai a riconoscerlo perché l’avevo lasciato calvo come e peggio di me, e ora me lo ritrovavo con la testa coperta di capelli. Un po’ radi, ma più che sufficienti per non annoverarlo nel numero dei “pelati”. Insistendo e pregandolo di aiutarmi, visto che lui aveva risolto il problema, riuscìi a farmi dire che cosa aveva fatto. Fui molto stupito quando mi raccontò di aver fatto un impianto di capelli artificiali: finora avevo sempre sentito parlarne male nelle trasmissioni televisive. Mi spiegò che era un campo complesso, in cui in passato c’era stata molta disinformazione e confusione. Ma che esisteva anche una metodica creata da un’azienda giapponese ultraspecializzata, che lavorava sul problema da quarant’anni, applicata anche in Italia da pochissimi professionisti. E fu così che dopo averlo bombardato di domande per più di un’ora, telefonai all’Istituto Medico Quadronno.</p>
<h3>La visita</h3>
<p>Il dottor Fusco mi esaminò il cuoio capelluto e poi, con calma, mi spiegò che cos’erano i capelli di sintesi, come questi si erano evoluti fino all’ultima realizzazione, lo “Z”, che era un salto tecnologico notevole rispetto al passato. Sull’idea originaria, quella di creare una “pseudoradice” sfruttando il processo naturale di inglobamento dell’”asola” al termine del capello nelle cellule del tessuto connettivo, si erano sviluppate ricerche che proseguivano da decenni per affinare solidità, biocompatibilità, aspetto estetico. E ormai erano stati raggiunti risultati davvero notevoli. Mi disse che vi era una piccola percentuale di caduta delle fibre, intorno al 10-15% annuo, ma si potevano rinfoltire ogni volta che fosse necessario aggiungendone di nuove. Mi illustrò come venivano applicati. Mi diede del materiale da leggere, e mi propose un impianto di 2500 capelli. Accettai, e dopo avermi ordinato degli esami del sangue, fissammo la data dell’intervento.</p>
<h3>L’impianto</h3>
<p>Nervoso, sì, lo ero, Non che avessi paura; sapevo che era un intervento molto semplice, che non poteva accadermi nulla. Ma come mi sarei sentito dopo? Che aspetto avrei avuto? Mi accomodai sulla poltrona, che era simile a quella del dentista. Quattro chiacchiere col dottor Fusco, molto bravo a sdrammatizzare, e con l’infermiera. Accanto alla mia testa, sul tavolino, intravvedevo le confezioni sterili dei capelli di sintesi. “Adesso la devo pungere un po’ per l’anestesia” disse il dottor Fusco. Assentii, e al centro del capo avvertìi alcune punture sottocutanee, non dolorose. E dopo un attimo cominciai a sentire armeggiare intorno al cuoio capelluto. Non sentivo nulla, ma mi accorgevo che mi stava impiantando i capelli; uno dopo l’altro, con mano sicura e un buon ritmo. Ogni tanto mi detergeva qualche goccia di sangue e riprendeva l’impianto. “Per un aspetto naturale è importante anche dar loro la giusta inclinazione”, diceva. Poi sentivo che spostava i capelli “nuovi” per lavorare sulla cute circostante. Per un po’ mi spiegò cosa stava facendo, poi mentre proseguiva il lavoro e la tensione iniziale era svanita, cominciai persino ad annoiarmi. A un certo punto, il dottor Fusco mi disse che l’area centrale era terminata e che passava a ricostruire l’attaccatura del capelli sulla fronte. Cosa che mi sembrava impossibile, ma resistetti alla tentazione di chiedere uno specchio, volevo vedermi solo alla fine. E mi fece altre punture di anestetico, questa volta vicino alle tempie; e quelle sì fecero un po’ male. Feci una smorfia. “Mi scusi, ma quest’area è più vicina al volto, e quindi più innervata” mi disse il dottor Fusco. Ma furono pochi attimi e il lavoro ricominciò. Dopo aver parlato di tutto, finìi col leggere il giornale. Cominciavo a essere un po’ stufo. Finalmente mi fu annunciato che l’impianto era finito. “Fatto. Può alzarsi. Adesso i capelli vanno tagliati per uniformarli a quelli naturali e l’infermiera deve lavarle la testa” mi disse il dottor Fusco, sorridendo. Erano passate poco più di tre ore. Mi mossi cauto e lasciai fare con un filo di apprensione. Solo all’ultimo ebbi il coraggio di guardarmi. Capelli su tutta la testa, che ricoprivano ampiamente la piazza enorme che avevo prima. Non fittissimi come quelli naturali, ma c’erano e sembravano veri in tutto e per tutto. Sicuramente dimostravo dieci anni meno.</p>
<h3>Dopo l&#8217;impianto</h3>
<p>Tornai a casa un po’ frastornato. Mi pareva che tutti mi guardassero, ma in effetti avevo un aspetto normalissimo. Mi sentivo la testa un po’ arrossata, ma nulla di più; per evitare il fastidio mi avevano prescritto una bustina di antinfiammatorio. Mia moglie, che sapeva, mi guardò al lungo. Non disse nulla di particolare, ma non notai di occhiate critiche, anzi. Passai un bel pezzo davanti allo specchio, in bagno, e alla fine andai a letto con mille paure: di muovermi troppo, di appoggiare la testa, di rovinare l’impianto (sapevo che il consolidamento definitivo si ha dopo alcuni giorni). In realtà non accadde nulla. L’indomani era scomparso anche il rossore del cuoio capelluto. Quello che non avevo previsto è che nei tre giorni successivi dovetti letteralmente abituarmi ai nuovi capelli. E non parlo solo di aspetto: li sentivo che si muovevano col vento (prima non c’era nulla che potesse svolazzare!), avvertivo che “c’era qualcosa” ogni volta che ridevo, che aggrottavo le sopracciglia. Insomma ho dovuto abituarmi – è una sensazione che sta tra la meraviglia e la soddisfazione – ad avere di nuovo i capelli. Ma sono bastati, appunto, tre giorni. Ora, in capo a quattro mesi posso tirare le somme: disturbi non ne ho avuti, mi sento un aspetto più adatto alla mia età; di capelli ne ho persi pochissimi, una cosa impercettibile. E non vorrei più tornare indietro, anche perché in effetti è impossibile accorgersi che si tratta di capelli non miei: non solo all’aspetto, ma anche al tatto, perché hanno lo spessore giusto e la pelle, dove sono impiantati, è perfettamente liscia. Insomma sono soddisfattissimo.</p>
<p></div></p>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="lefoto" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide2p183',600);">Le foto</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper2" id="hideslide2p183"></p>
<div id="attachment_185" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="Impianto di 3000 capelli di sintesi Nido su un paziente di 37 anni con una vasta area alopecica." href="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/0051.png" rel="shadowbox[post-183];player=img;"><img class="size-medium wp-image-185" title="Impianto di sintesi" src="http://www.quadronno.it/wp-content/uploads/2010/11/0051-300x117.png" alt="Impianto di sintesi" width="300" height="117" /></a><p class="wp-caption-text">Impianto di 3000 capelli di sintesi Nido su un paziente di 37 anni con una vasta area alopecica. Il risultato che si vede a destra è stato ottenuto in un&#39;unica seduta </p></div>
<p></div></p>
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		<title>Needling</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 19:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[collagene]]></category>
		<category><![CDATA[fibroblasti]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[needling]]></category>
		<category><![CDATA[rughe]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema Invecchiamento della pelle del viso e collo La tecnica Una terapia per rendere la pelle più spessa ed elastica Durata Mezz&#8217;ora In cosa consiste Previa preparazione, passaggio di un rullo speciale sulla cute Anestesia Locale Degenza Nessuna Dopo l&#8217;intervento Arrossamento Primi risultati Dopo 5-7 giorni Risultato completo Dopo 2-3 mesi la pelle è &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2010/11/needling/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 450px; height: 204px; background-color: #ffffcc;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td><em>Il problema </em></td>
<td>Invecchiamento della pelle del viso e collo</td>
</tr>
<tr>
<td><em>La tecnica </em></td>
<td>Una terapia per rendere la pelle più spessa ed elastica</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata </em></td>
<td>Mezz&#8217;ora</td>
</tr>
<tr>
<td><em>In cosa consiste </em></td>
<td>Previa preparazione, passaggio di un rullo speciale sulla cute</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Anestesia </em></td>
<td>Locale</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Degenza </em></td>
<td>Nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Dopo l&#8217;intervento </em></td>
<td>Arrossamento</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Primi risultati </em></td>
<td>Dopo 5-7 giorni</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Risultato completo </em></td>
<td>Dopo 2-3 mesi la pelle è più spessa ed alstica del 40-60%</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata dei risultati </em></td>
<td>Oltre un anno (ripetibile)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="comesifa" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide0p270',600);">Come si fa</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper0" id="hideslide0p270"></p>
<h2>Il problema</h2>
<p>Passati i 40 anni le cellule della pelle chiamate fibroblasti, producono sempre meno collagene. Poiché il collagene è la sostanza che conferisce spessore, “corpo” ed elasticità, la pelle poco alla volta si assottiglia, diventa meno elastica e si rilascia formando rughe e “onde”. Il fenomeno dapprima è impercettibile, ma col passare degli anni diventa sempre più evidente; ed è più pronunciato sul viso e sul collo di chi espone molto tempo la pelle ai raggi solari.</p>
<h2>Come viene risolto</h2>
<p>I vari sistemi di peeling e resurfacing finora usati per ringiovanire la pelle riuscivano sì ad attenuare le rughe, anche di molto, ma avevano un difetto: rendevano la pelle ancor più sottile di quanto già non fosse. Il needling invece agisce in un modo diverso: mediante una preparazione con un farmaco locale e poi una stimolazione meccanica del derma con aghi, che innesca una particolare reazione biochimica, provoca una iperproduzione di collagene da parte dei fibroblasti. Questi si mettono a lavorare col ritmo precedente ai 40 anni e nel giro di due mesi la pelle recupera il 40-60% di spessore e di elasticità in più.</p>
<h2>La visita e la preparazione</h2>
<p>Dopo una valutazione delle condizioni e dello spessore della pelle, il medico prescrive la terapia preparatoria al needling: per circa un mese e mezzo il paziente deve applicare quotidianamente sul viso (o comunque sulla cute da trattare) un prodotto a base di acido retinoico, in modo che questo venga assorbito dalla pelle il più possibile. A che serve? E’ una preparazione importante perché l’acido retinoico è il catalizzatore che agevola e potenzia la reazione naturale che verrà provocata nella pelle.</p>
<h2>L’intervento</h2>
<p>Viene eseguito in ambulatorio. Sul viso (osul collo) viene praticata una leggera anestesia locale, molto superficiale. Può essere fatta mediante iniezioni sottocutanee oppure utilizzando una crema anestetica. A quel punto entra in azione un semplice rullino (ve ne sono di diverse dimensioni): la superficie del “tamburo” è fittamente punteggiata da aghi corti e sottilissimi. Lunghi da un millimetro e mezzo a tre e di un diametro di un decimo di millimetro o anche meno. Il medico comincia a passare il rullino sulla parte da trattare. Quello che succede è semplicissimo, ma geniale. Gli aghi sono di lunghezza tale da entrare nello strato corneo e affondare fino all’inizio del derma : in tal modo raggiungono i primi capillari e generano delle microemorragie. E’ come pungersi con un ago che fa una gocciolina di sangue; questo per tante tantissime volte. Col sangue escono anche le piastrine, particolari cellule plasmatiche che aggregandosi concorrono alla coagulazione del sangue stesso. Ma le piastrine, versate in grande quantità nel derma, oltre a coagulare fanno anche un’altra cosa: dopo alcuni minuti rilasciano i cosiddetti “fattori piastrinici”, Pdgf e Fgf. Sostanze di tipo ormonale dotate di diverse azioni: in particolare quella di stimolare i fibroblasti (cellule del derma) a produrre collagene e elastina in abbondanza. In pratica, le tante microferite, inducono i fibroblasti “impigriti” dall’età (è normale, dopo i 40 anni) a produrre collagene e elastina (le sostanze che danno elasticità e turgore alla pelle) nella quantità in cui le producevano quando le persone hanno venti o trent’anni. E nelle persone giovani (dove il trattamento è utili contro cicatrici da acne o smagliature) quella che si verifica è una iperproduzione di collagene. Tutto questo si sviluppa nei giorni successivi al passaggio del rullo e degli aghi.</p>
<h2>Dopo il trattamento</h2>
<p>Il viso, così punzecchiato migliaia di volte, è ovviamente molto arrossato. Si torna a casa, e nelle ore successive va applicato ancora acido retinoico, ma in una preparazione diversa. Prima di essere presentabili passano dai 5 ai 7 giorni. A quel punto l’arrossamento è svanito e non resta più alcun segno. Le punture degli aghi non lasciano tracce: la pelle dopo è integra, come dopo un’iniezione</p>
<h2>I risultati</h2>
<p>Subito dopo l’intervento si è messo in moto un meccanismo di rigenerazione del derma che raggiunge i suoi massimi risultati nel giro di due o tre mesi. E’ allora che si vede il beneficio pieno, cioè una pelle che ha guadagnato dal 40 al 60% di spessore in più, con la relativa elasticità e attenuazione delle rughe. Ed è per favorirlo che la crema a base di acido retinoico va applicata ancora quotidianamente per tutto quel periodo e anche oltre.</p>
<h2>La durata</h2>
<p>I risultati durano per un tempo variabile a seconda delle persone, ma almeno un anno. Solitamente un solo trattamento è sufficiente. Ma il needling può essere ripetuto senza problemi, se si vuole. Occorrono invece sempre due o tre sedute successive quando si tratta di cicatrici da acne o di smagliature.</p>
<h2>I vantaggi</h2>
<ul>
<li> Non provoca danni alla pelle</li>
<li>La pelle diventa più spessa, elastica e trofica Non solo più liscia</li>
<li>È un trattamento poco costoso</li>
<li>Può essere ripetuto senza alcun rischio</li>
</ul>
<p></div></p>
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		<item>
		<title>Filler</title>
		<link>http://www.quadronno.it/2010/11/filler/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 19:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto Medico Quadronno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[filler]]></category>
		<category><![CDATA[gambe]]></category>
		<category><![CDATA[guance]]></category>
		<category><![CDATA[labbra]]></category>
		<category><![CDATA[rughe]]></category>
		<category><![CDATA[zigmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema Rughe La tecnica Impianto iniettabile (filler) Durata 20 minuti In cosa consiste “Riempimento” della ruga iniettando sottocute un sostanza apposita Anestesia Nessuna Degenza Nessuna Dopo l&#8217;intervento Nessuna Primi risultati Immediato Risultato completo Immediato Durata dei risultati Da 8 mesi a 2 anni Come si fa Cos&#8217;è Le rughe altro non sono che veri &#8230; <a href="http://www.quadronno.it/2010/11/filler/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 450px; height: 204px; background-color: #ffffcc;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td><em>Il problema </em></td>
<td>Rughe</td>
</tr>
<tr>
<td><em>La tecnica </em></td>
<td>Impianto iniettabile (filler)</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata </em></td>
<td>20 minuti</td>
</tr>
<tr>
<td><em>In cosa consiste </em></td>
<td>“Riempimento” della ruga iniettando sottocute un sostanza apposita</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Anestesia </em></td>
<td>Nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Degenza </em></td>
<td>Nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Dopo l&#8217;intervento </em></td>
<td>Nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Primi risultati </em></td>
<td>Immediato</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Risultato completo </em></td>
<td>Immediato</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Durata dei risultati </em></td>
<td>Da 8 mesi a 2 anni</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><div class="wts_title"><div class="wts_title_left"><a id="comesifa" href="javascript:void(null);" title="Click to open!" class="jtoggle" onclick="wtsslide('#hideslide0p267',600);">Come si fa</a></div></div><div class="wts_slidewrapper sliderwrapper0" id="hideslide0p267"></p>
<h2>Cos&#8217;è</h2>
<p>Le rughe altro non sono che veri e propri solchi. L’incavo è dovuto al fatto che per tutta la loro lunghezza il derma, che è la parte profonda e più “corposa” della pelle, è assottigliato. Quindi per eliminarle si usano sostanze che iniettate con precisione nella pelle stessa, sotto le rughe, fanno da “imbottitura” e le sollevano, spianando così la cute: queste sostanze sono i filler, ovvero “impianti iniettabili”. Un tempo, a questo scopo si usavano essenzialmente o il collagene o il silicone, che però avevano alcuni difetti: il primo, che è di origine animale, poteva facilmente provocare reazioni allergiche immediate o a distanza di tempo e quindi richiedeva l&#8217;effettuazione di test di allergia almeno un mese prima. E inoltre veniva riassorbito con una certa velocità, per cui bisognava rinnovare l’impianto di frequente. Il secondo, che invece era permanente, non riassorbibile, a volte provocava reazioni da corpo estraneo, e per di più poteva spostarsi, migrare tra i tessuti. I filler attuali invece hanno completamente superato questi problemi. Si tratta infatti di sostanze di sintesi totalmente biocompatibili (per le quali non occorrono test allergici) che vengono riassorbite, ma con lentezza: nessuna dura meno di sette-otto mesi, ma si arriva facilmente a due anni e più. Quindi anche il costo di “manutenzione” scende. Alcune di queste sostanze è anche permanente – cioè non viene riassorbita – ma senza avere gli svantaggi del silicone.</p>
<p>Oggi come filler sono disponibili diverse sostanze: il medico sceglie la più adatta in base alle dimensioni e localizzazioni delle rughe da trattare.</p>
<h2>La visita</h2>
<p>Il medico, durante la visita, deve valutare il tipo di pelle e fare una previsione circa i risultati che si potranno avere trattando le rughe che la paziente, o il paziente, gli chiede di curare. Inoltre chiarisce i limiti del trattamento e la durata dei risultati. Non occorrono esami di laboratorio.</p>
<h2>L’intervento</h2>
<p>Data la sua semplicità può essere effettuato anche subito dopo la visita. Non occorre nessuna anestesia. Il medico, scelto il filler adatto, lo pone in una siringa; a questo punto, con un ago sottile, lo inietta appena sottocute, con precisione, lungo tutta la profondità della ruga. E’ questione di pochi minuti: il risultato è visibile subito e non occorrono altri accorgimenti. Si possono trattare anche diverse rughe nella stessa seduta.</p>
<h2>Dopo l’intervento</h2>
<p>Poiché il tutto consiste in alcune punture, non occorre nessuna medicazione. La paziente, o il paziente, può uscire subito e tornare alla sue occupazioni abituali. L’unica cautela è di non sfregare con le mani la zona trattata, perché potrebbe compromettere il risultato.</p>
<h2>Altre indicazioni</h2>
<p>I filler hanno come indicazione principale le rughe del volto. Però possono essere usati, con ottimi risultati, per:</p>
<ul>
<li>aumentare il volume delle labbra</li>
<li>aumentare moderatamente il volume degli zigomi</li>
<li>ammorbidire il profilo, quando le guance sono scavate e presentano delle infossature</li>
<li>riempire eventuali buchi sulle gambe dovuti a interventi di liposuzione mal eseguiti.</li>
</ul>
<p></div></p>
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